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Luigi ACCATTOLINUOVI MARTIRI393 storie cristiane nell’Italia di oggiPrefazione di Angelo Comastri
 

Premessa "Nel nostro secolo sono ritornati i martiri, spesso sconosciuti, quasi "militi ignoti" della grande causa di Dio": è Giovanni Paolo II che parla così, nella Tertio millennio adveniente (n. 37). In risposta alla provocazione papale, questo volume azzarda una ricognizione del martirio cristiano nell’Italia del Novecento. Per la domenica 7 maggio dell’anno 2000 il Papa ha programmato una “commemorazione ecumenica dei nuovi martiri” e noi ci siamo chiesti: quell’idea di Giovanni Paolo, di porre in luce il martirio come un dato dell’epoca, vale anche per l’Italia? La nostra convinzione è che valga e qui ne forniamo gli argomenti. Abbiamo ipotizzato – cercando sempre di attenerci alle indicazioni papali – cinque categorie di martirio, che abbiamo sviluppato in sette capitoli. Ne è venuto un catalogo di 393 nomi, riconducibili a due fuochi, o fonti principali di martirio: la missione alle genti e la seconda guerra mondiale. Attorno a questi fuochi dominanti, ne abbiamo individuati altri tre, di minore rilevanza numerica e di più ardua definizione, ma certo non di poco significato: il martirio legato alle opere di carità e di giustizia, quello delle donne che pagano con la vita il prezzo della loro dignità. Vengono dunque per primi i martiri della missione: sono i missionari morti sul campo, uomini e donne, sacerdoti e cristiani comuni, in ogni parte del mondo, di ogni genere di morte violenta, ma causata sempre dalla mano dell’uomo. Ne abbiamo elencati 146, tra il 1900 e il 1999. Seguono i martiri della guerra, che costituiscono la folla più grande in cui ci siamo imbattuti e che abbiamo suddiviso in tre capitoli: - quelli che sono morti principalmente - o anche - per salvare i fratelli ebrei dalla persecuzione (25 nomi), - quelli che sono stati uccisi nelle stragi di popolo, che hanno contrassegnato i venti mesi (dal settembre del 1943 all’aprile del 1945) della parziale occupazione nazista del nostro Paese (64 nomi, in rapresentanza di migliaia di anonimi), - quanti hanno dato la vita in difesa della dignità della persona umana, rivendicando la libertà che le spetta, o contestando chi l’opprimeva, o subendo inermi la morte, senza farsi complice dell’oppressore (100 nomi). Viene per quinto un capitolo che tratta dei martiri della carità: in parte sono anche questi vittime della guerra, in parte di situazioni violente del tempo di pace. Il sesto capitolo abbozza la categoria altrettanto complessa del martire della giustizia, con particolare riferimento alle vittime del terrorismo e delle varie mafie. Chiude il volume un capitolo appena abbozzato e tutto sperimentale (a partire dal titolo), riguardante quelle che abbiamo chiamato “martiri della dignità della donna” (5 nomi). Ogni capitolo è preceduto da un’introduzione che espone i criteri che abbiamo seguito nell’indagine e motiva le scelte delle storie narrate e del linguaggio adottato. Qui – a premessa generale del volume - ci proponiamo di abbozzare un’immagine d’insieme del martirio cristiano nella nostra epoca e nel nostro paese. L'iniziativa del Papa Giovanni Paolo vuole un aggiornamento del catalogo dei martiri, perché la Chiesa possa disporre di un "Martirologio contemporaneo" (così lo chiamò nel discorso d'apertura del Concistoro straordinario, il 13 giugno 1994), che dia ragione dei segni di santità e delle testimonianze eroiche donate alla nostra epoca. Egli crede che siano straordinari,.... .. Alberto Dalla Chiesa e della sposa Emanuela Setti Carraro, come lui credente e quanto lui consapevole del rischio, è una scelta solo nostra. E solo nostra è la decisione di considerare martire il primo pentito di mafia Leonardo Vitale: pentito per conversione cristiana e ucciso dalla mafia all'uscita dalla messa. Valorizzare il martirio vuol dire anche esercitarsi a guardare più ampiamente alla vita cristiana, oltre i modelli ricevuti dalla tradizione: abbiamo già accennato al socialista anticlericale Gracco Spaziani (n. 309), che vive nel lager una riscoperta della figura di Cristo e ora al pentito di mafia che riscopre la sua appartenenza cristiana. A un analogo ampliamento dell’orizzonte ci sollecitano in questi ultimi anni le conversioni che vengono dal mondo dell’Aids: con esse usciamo dal campo del martirio, ma restiamo nel campo limitrofo della testimonianza a Cristo data in cospetto alla morte. E anch’esse – come tanti atti dei martiri, antichi e contemporanei – ci dicono che i modi d’essere cristiani sono più numerosi di quanti non ne abbia codificati la tradizione